
Ci sono storie che nascono su un prato verde, tra fischi d’inizio e palloni che rotolano.
Altre, invece, prendono vita dove meno te lo aspetti: tra un brindisi, una risata e un filetto al sangue.
La nostra comincia così.
Era una giornata di giugno del 2004, di quelle che sanno già d’estate e di camicie sudate sotto il sole delle cerimonie.
Un matrimonio. Un tavolo. Un gruppo di amici con una cosa in comune: anni passati a rincorrere un pallone nelle giovanili del Trodica Calcio, e nel cuore ancora quella voglia di spogliatoio, fango e sogni.
Tra una portata e l’altra – forse colpa del vino, forse merito della nostalgia – prese forma un’idea.
Un’idea semplice, bellissima, apparentemente folle: dare ai ragazzi del paese un motivo per restare in campo.
Per continuare a sentirsi squadra, anche quando le ginocchia iniziano a scricchiolare e il mister non ti chiama più “promessa”, ma “veterano”.
C’era tutto: entusiasmo, passione, spirito d’iniziativa.
Mancava solo una cosa: un nome.
“Trodica” doveva esserci, per forza. Era il cuore, la radice. Ma ci voleva qualcosa in più. Qualcosa che spaccasse, che raccontasse quello spirito testardo che non vuole saperne di mollare.
Fu allora che arrivò lui: l’ariete.
Testardo, ostinato, fiero. Come loro. Come noi.
E con un brindisi di approvazione e un “tienine conto domani che domani non ti ricordi nulla”, nacque ARIES TRODICA 04.
Il nome. L’identità. Il 2004 inciso come una targa su un cancello appena aperto.
Il primo presidente fu Giovanni Kumca, uno che quel sogno ce l’aveva negli occhi.
La panchina fu offerta a Lombardelli Severino, che ringraziò, sorrise… e tornò in campo. Perché sedersi, per lui, era ancora un verbo troppo noioso.
La guida tecnica andò così a Giovanni Camilletti, primo mister ufficiale della neonata Aries.
E fu subito storia: 18 settembre 2004, esordio in Terza Categoria contro l’US CSI Recanati.
Perdemmo 2-1, sì. Ma quel giorno Michele Angeletti fece gol. Il primo. Quello che, ancora oggi, vale più di mille.
Chiudemmo al dodicesimo posto.
Un traguardo? No. Un inizio. La miccia era accesa, e la fiamma non si sarebbe più spenta.
Poi arrivò il primo vero trionfo: stagione 2008/2009, campionato vinto e storica promozione in Seconda Categoria.
Sembrava un sogno. Lo era davvero.
Ma il meglio – o il peggio, dipende dai punti di vista – doveva ancora venire.
3 giugno 2017, playoff centrati dopo un’annata solida. In finale, contro la Vigor Montecosaro, la battaglia finì ai supplementari.
Perdemmo.
Ma il calcio, a volte, è come un film italiano anni ’60: il lieto fine arriva lo stesso, ma con una voce narrante un po’ stonata.
Fummo ripescati, e il salto in Prima Categoria diventò realtà.
Durissimo.
Ci trovammo davanti corazzate: Civitanovese, Valdichienti, Corridonia, Vigor Castelfidardo…
Ci provammo.
Ci mettemmo il cuore.
Retrocedemmo.
E no, non fu una sconfitta. Fu una lezione, con annessi e connessi. Quelle che fanno male, ma fanno anche crescere.
E noi siamo cresciuti.
Eccome se lo siamo.
Poi, come nelle migliori saghe familiari, arrivò una nuova generazione.
Nel settembre 2024, vent’anni esatti dopo quel matrimonio, nacque Aries Trodica C7, la nostra squadra di calcio a 7, iscritta alla Serie C del campionato TEC.
Una nuova sfida, un nuovo formato… ma lo stesso spirito indomabile.
Oggi, Aries Trodica 04 è molto più di una squadra.
È un’idea che cammina su due gambe e corre dietro a un pallone.
È un gruppo che ride, suda, si abbraccia.
È un colore: beige e azzurro.
È una casa, dove si torna anche quando si è lontani dal campo da un pezzo.
È il rumore delle scarpe sul cemento degli spogliatoi.
È famiglia.
È una storia nata per gioco, cresciuta con fatica, portata avanti con amore.
E se ti chiedi qual è la parte più bella, la risposta è semplice:
Il meglio deve ancora venire.
Perché finché ci sarà qualcuno pronto a crederci…
…noi continueremo a giocare.
Con la stessa testardaggine.
Con lo stesso cuore.
Con la stessa maglia.
