Sembrava essere la classica “prima da dimenticare”, e invece è diventata la prima da raccontare.
Sul difficile campo di Sant’Elpidio a Mare, tana del Team Marche, l’esordio in Serie B dell’Aries Trodica C7 sembrava avviato verso il peggior copione possibile: 3-0 tra primo tempo e inizio ripresa.
Un passivo pesante, un’aria di rassegnazione che aleggiava persino tra le panchine.
Ma il calcio, si sa, è lo sport che più di tutti ama capovolgere le storie.
E gli arieti, quando vengono colpiti, non arretrano: caricano.
A suonare la sveglia ci pensa il bomber Salvucci, che con la freddezza di un pirata dei mari d’altri tempi (esultanza compresa, in perfetto stile “Spagna”) riapre la contesa con una doppietta da manuale.
L’Aries ritrova fiato, ritmo e convinzione. Poi, come nei racconti a lieto fine, arriva il tocco sotto porta di Caproli (uno che la maglia dell’Aries la indossa con orgoglio da una vita), che vale il 3-3 e manda un chiaro messaggio: “Non siamo venuti qui per partecipare.”

Caproli, una vita in maglia Aries
Il finale, poi, è roba da sceneggiatura epica.
Minuti che scorrono, gambe che tremano, e all’improvviso — il lampo:
Romoli Andrea, servito direttamente dal portiere, lascia partire un bolide che scuote la notte e fa esplodere la panchina. È il 3-4, l’impossibile che diventa reale, la rimonta che racconta di orgoglio, cuore e appartenenza.
L’Aries Trodica C7 inaugura così la Serie B con una vittoria che vale più di tre punti: è un manifesto di carattere, la prova che questa squadra non conosce resa.
E mister Cicconi, oggi nella doppia veste di estremo difensore e coach, applaude i suoi come un direttore d’orchestra che ha appena ascoltato la sinfonia perfetta del sacrificio e della follia sportiva.
Team Marche vs Aries Trodica C7 3-4
Un esordio che sembrava scritto in bianco e nero, diventato improvvisamente a colori.
E che colori.


